C’è gnocco e gnocco, ma io di gnocco ne conosco uno solo. A casa mia, sin da bambina, lo gnocco si faceva, e si fa, con patate lesse setacciate e farina.
Mia madre, la domenica mattina preparava l’impasto che bisognava stendere in bastoncini, tagliare in tocchetti a misura di falange e fare rotolare sul setaccio rigato della nonna. La cura di imprimere, con il dito l’incavo e con i fustelli una lieve rigatura, era per dare forma al piccolo esercito in attesa di cottura prima e per trattenere l’intingolo di sugo in cui veniva tuffato dopo. Così, ogni gnocco prendeva forma nelle infinite domeniche, in infinite roteazioni per infinite porzioni. Continue “Diatriba di gnocco”