Una giornata con De Alchemia

“Ciao Biagio. A che ora iniziate domattina?”
“Alle 8:00”
“Ok. A domani allora.”

01_de_alchemiaSaracena (CS), piccolo paese sotto il Pollino. Ore 8 in punto. Guido Gagliardi, il birraio, ha finito da qualche minuto di macinare a pian terreno. Ha anticipato rispetto alla tabella di marcia, lo aspettano circa 7 ore di lavoro.
Oggi prepara una cotta da 500 litri,  la prima per riempire il fermentatore da 1000. A lui non piace fare la doppia cotta nella stessa giornata, la seconda la farà il giorno dopo.
Si brassa Anime, la loro Belgian Ale.
De Alchemia produce in uno stabile molto funzionale. La macinazione avviene al piano superiore, e al piano inferiore, dove hanno l’impianto, arriva il macinato tramite un tubo. Pratico, veloce e non stancante: penso all’alternativa dei sacchi sulla schiena da versare lentamente nell’acqua. De Alchemia ha pensato le cose in grande, ha convertito un vecchio stabile di famiglia di tre piani, una ex conceria.
Partecipare ad una cotta ti fa capire molto del birraio, del suo carattere. Guido è una persona molto ordinata, metodica. Affatto frenetica o adrenalinica. Si vede che ha molto ben in mente cosa sta facendo e gli dà l’attenzione che merita. 03_de_alchemia05_de_alchemiaHanno aperto da un anno o poco più, e con soli 200 Hl di birra prodotti sulle spalle, ha già fatto suo tutto il processo di produzione. Ogni fase è ben ingegnerizzata, tutto al suo posto, tutto sempre ben pulito. Anche quando basterebbero tre-quattro cicli di lavaggio con il prodotto sanificante lui ne fa sette. Mi spiega di quanto sia difficile togliere i batteri da un locale una volta che hanno fatto dimora. Insomma 23 anni e non dimostrarli 🙂 .

In uno dei fermentatori in maturazione c’è la Ma Bohéme, la loro Bohémian Pils. Sapevo già di trovarla e non mi sono fatto sfuggire lo sfizio di assaggiarla ancora cruda, giovane e irruenta, con ancora un po’ di diacetile da smaltire, dell’amaro ancora da smussare, ma che promette bene, anche per una nostra prossima recensione 🙂 .

Per tutta la cotta, a dargli una mano c’è il fratello Biagio, poco più grande di lui, l’anima commerciale. E’ lui che mi parla delle novità del birrificio. Prima fra tutte, un impianto solare nuovo di zecca per la produzione di acqua calda per le cotte. La seconde novità, ma molto più interessante dal punto di vista di un utilizzatore finale, la prossima apertura nel paese di un locale dedicato ad eventi birrari, ma non solo. Il posto si chiamerà “De Alchemia. Birra ed altri rimedi”, ancora in ristrutturazione sotto la guida dell’artista Francesco Gagliardi, e da quel poco che ho visto, sta realizzando sicuramente un bel lavoro. Rimaniamo in attesa dell’inaugurazione e non ci faremo sfuggire l’occasione per qualche evento Do di Malto.06_de_alchemia04_de_alchemia

Fra un giro in paese, una chiacchierata con il birraio, una con il commerciale, una con l’artista, una con un signore che mi chiede se sono musssulmano per via della barba lunga e un assaggio della mia birra ai fichi d’India (che dicono i due fratelli, essergli piaciuta molto, aumentando la mia l’autostima e anche la mia stima nei loro confronti 🙂 ), osservando il mare in lontananza e i vigneti tutt’intorno (alcuni dei quali sono della Cantina Viola, loro cugini e produttori del famoso passito di Saracena), Guido richiama l’attenzione per il travaso del mosto nel fermentatore. Questo è il momento in cui un po’ di aiuto di tutti non guasta. Infine ossigenazione e inoculo e la palla passa ai lieviti.

Tra qualche settimana, la birra sarà pronta per partire, una parte con destinazione Milano, al Dany Bar, di proprietà del terzo socio del birrificio, Marco Giangreco.

Il resto… Che dire? Aspetto che sia pronta Anime per un assaggio del frutto di una giornata di lavoro… il loro. 😉

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