BeerCalabria 2019

Spunti di riflessione sulla Calabria birraria

Il 3 Aprile sono stati proclamati i vincitori di BeerCalabria 2019, la prima edizione del concorso regionale calabrese dedicato alle birre artigianali. 

Al concorso ho partecipato anche io con la beer firm Maltonauta, e questo articolo prende spunto dall’evento per alcune riflessioni.

Organizzato da Francesco Donato. Del mondo birrario calabrese, fra i più conosciuti a livello nazionale. Giurato di Birra dell’Anno, uno dei tre soci, a Reggio Calabria, di Malto Gradimento e Lievito, è ora relatore per la lezione della birra per AIS e non disdegna il vino, seguendo al momento il corso ONAV.
Un appassionato non certo della prima ora, ha sempre fatto arrivare nella sua città birre di grandi produttori. Luigi D’Amelio, il birraio di Extraomnes, e Jurij Ferri, di Almond ’22, sono di casa da lui.
Infine Lievito ha da poco aperto una Academy con la quale organizzano corsi di degustazione e laboratori. A marchio Lievito vengono spillate inoltre birre prodotte da Birranova, Almond ’22 e Rurale.

Il primo concorso in Italia a livello regionale, ci tiene Francesco a sottolineare. Il regolamento prevedeva la partecipazione di birrifici, brewpub e beer firm. E questo ha reso il concorso ancora più interessante, a mio parere. In un periodo in cui si sente la necessità di dividere i birrifici dalle beer firm, i possessori di impianto da chi invece utilizza gli impianti di altri. In un momento storico in cui la birra artigianale sta iniziando a interessare i media generalisti, vedi la partecipazione di Andrea Turco di Cronache di Birra a Mi Manda Rai Tre su tutti. Insomma, il messaggio che mi piacerebbe fosse passato è “birrificio o beer firm, purché sia buona!”. Spero presto diventi anche il motto di UnionBirrai, che ha scelto di dare, al momento, il bollino Indipendente Artigianale solo ai birrifici.
Ma il dato di fatto vero è che c’è un movimento che si agita, scalpita, ha voglia di emergere. E per farlo, consiglia Lorenzo Kuaska Dabove, prestigioso presidente di giuria del concorso, occorre osare un po’ di più. Siamo ancora ‘timidi’, vero. Ma è difficile essere ‘coraggiosi’ in una regione dove ancora si beve poco artigianale. Dove i gestori dei locali non sempre spingono il prodotto locale.  La birra è il vero prodotto a KM0.

Ci si sta muovendo in tanti per promuovere la craft beer.
Io organizzo da 5 anni mini corsi di degustazione in giro per la Calabria, prima con AIS, di cui sono stato degustatore ufficiale e relatore birra, ora con Do di Malto.
Beerstream, di cui mi onoro essere uno dei soci fondatori, dal 2014 organizza a Cosenza corsi di homebrewing e degustazioni.
Nel 2015 parte, su interessamento di Gianfranco Genovese, grande appassionato di birra artigianale, a Vibo Valentia, il primo corso Unionbirrai, che ho seguito, coinvolgendo gli amici di Beerstream, e diventando, con loro, UBT (Unionbirrai Beer Tasters).
Quest’anno nella Locride è nata BLU (Birrai della Locride Uniti), una rete locale di quattro realtà (due pub e due birrifici) che cercano di “invertire la tendenza e liberare la birra artigianale da preconcetti e falsi miti“.
Finalmente anche Fermento Birra approda in Calabria, a Gioiosa Ionica, per il suo primo corso, da Bark – Beer & BBQ, dove terrò la lezione sulle materie prime e produzione.

Ritornando al concorso.
BeerCalabria ha, per la prima volta, riunito quasi tutti. La Calabria è piccola, vero, ma anche lunga e stretta. Difficile da percorrere in poco tempo.
Ho avuto l’impressione che ci fosse, almeno per la maggior parte, voglia di parlarsi, sentirsi uniti, creare un movimento strutturato. A qualcuno ho già proposto un forum che ci coinvolga, una tavola rotonda per parlarci e confrontarci in modo costruttivo sul presente brassicolo della Calabria e il suo imminente futuro. Mi piacerebbe fosse un’idea condivisa dai più.

Quanta roba può fare uscire fuori un evento come BeerCalabria? Tanta! Stimola il pensiero. Fa capire che qualcosa si muove. Che creiamo interesse. Da un po’ di tempo che girano voci di nuove aperture con impianti di produzione significativamente grandi da parte di imprenditori. Questo può essere un bene o un male. Un bene se si produce veramente craft. Un male se ci si concentra su un discorso di grandi numeri con tutto quello che ne consegue. E a tal proposito mi viene in mente una dichiarazione di Agostino Arioli fatta sul n. 41/2018 di Fermento Birra: “Se mai la birra artigianale arriverà a percentuali molto alte, vorrà dire che sarà diventata industriale nella sostanza, ovvero non sarà più caratterizzata come oggi (tra l’altro questo processo è già in atto abbondantemente), e a quel punto le birre artigianali saranno uguali a quelle industriali, ovvero qualunquiste”.
Sembrano cose che non ci interessano, ma è nei territori vergini come i nostri che si bruciano le tappe, e a volte si salta qualche passaggio.
Ed è qui che il lavoro vero lo fanno i gestori dei locali. Il vero filtro sono loro. Chi si professa amante della birra artigianale dovrebbe sempre avere una spina con un prodotto locale. L’anello mancante in Calabria è proprio questo. Esempi virtuosi ne esistono. Ma ancora sono troppo pochi. Rappresentano ‘solo’ la speranza che qualcosa cambi. La Calabria tutta è un gran potenziale. Per diventare un attuale occorre ancora fare tanto. Inutile illudersi.
E come si può fare?
Promuovendo e spronando i locali a diventare Calabria Centrici.
Creando una rete che coinvolga i produttori, i locali, i consumatori.
E ritornando al concorso. Come ho detto anche a Francesco, non rimanendo BeerCalabria 2019 una prima e ultima edizione. Ma al momento nulla mi fa credere che possa accadere.

Arrivederci al BeerCalabria 2020.

Prima di concludere con il palmares, è giusto elencare tutti coloro che hanno reso possibile il concorso.
In giuria gli Unionbirrai Beer Tasters calabresi Alessandro Donato (già giudice quest’anno a Birra dell’Anno), Luca Misasi (anche vice presidente Beerstream), Emilio Plastina (anche sommelier AIS), Sergio Scambia, Michele Calabrò, Marco De Grazia e i siciliani Fabio Bruno (publican del Mosaik di Catania), Francesco Chittari (organizzatore del festival BeerCatania) e Riccardo Paternostro (presidente di Trinacria Homebrewers).

Dietro le quinte di questa prima manifestazione un grosso e fondamentale lavoro svolto da Alessandro Sirna, Ludovica D’Urzo e Vincenzo D’Avolio (presidente Beerstream) e dall’addetto stampa Ilenia Borgia.

CATEGORIA 1.
Birre chiare, bassa o alta fermentazione, basso o medio grado alcolico, di ispirazione Tedesca e Ceca (Pilsner, Helles, Kolsch, Weisse, ecc.) Anglossassone (Golden Ale,ecc.) Americana (Common California, ecc.) Belga (Belgian Blond Ale, Saison, Blanche)
PRIMO POSTO
BIRRA KALABRA – BLANCHE (BLANCHE 5,3%)
SECONDO POSTO
ANGEL’S BEER – KROTON (BITTER 5,5%)
TERZO POSTO
BIRRIFICIO DE ALCHEMIA – ESTASI (FARMHOUSE ALE 6%)           

CATEGORIA 2.Birre di forte impatto luppolato chiare o ambrate, bassa o alta fermentazione, di qualsiasi grado alcolico, (Session IPA, IPA, American IPA, APA, Hoppy Lager, Double IPA, Belgian IPA, White IPA, ecc.)
PRIMO POSTO
BIRRIFICIO DE ALCHEMIA- SCHIZOPHRENIC (APA 5,4%)
SECONDO POSTO
BIRRIFICIO ‘A MAGARA – MERICANA (AMERICAN IPA 7,5%) 
TERZO POSTO
SIMON & CO. BREWERY – ENIGMA (DOUBLE IPA 7%)

CATEGORIA 3.Strong Ale chiare, grado alcolico medio alto, alta o bassa fermentazione, di ispirazione belga (Belgian Strong Ale, Tripel, ecc.) tedesca (Doppelbock chiare, Imperial Pils, ecc.)
PRIMO POSTO
BRILLO PARLANTE BREWPUB – STIZZA (BELGIAN STRONG ALE 7,5%)
SECONDO POSTO
FRIDDA KAHLA –TRI PEL (TRIPEL 9%)
TERZO POSTO
BIRRIFICIO ‘A MAGARA – RIULI’ (AMBER ALE 6,5%)

CATEGORIA 4.
Ale o Lager ambrate/brune, di qualsiasi grado alcolico, alta o bassa fermentazione, di ispirazione belga (Belgian Dark Strong Ale, Dubbel, Quadrupel, ecc.) tedesca (Bock, Doppelbock, Weizenbock ecc.)
PRIMO POSTO
BIRRIFICIO SETTE COLLI –PRIMULA ROSSA (BELGIAN ALE7,2%)
SECONDO POSTO
BIRRIFICIO REGGINO – BREYS ROSSA(DUBBEL6%) 
TERZO POSTO
MALTONAUTA – BADIA (BELGIAN ALE 7%)

CATEGORIA 5.
Birre scure, di qualsiasi grado alcolico, alta o bassa fermentazione, di ispirazione anglosassone (Porter, Stout, Imperial Stout, Imperial Porter) Tedesca (Schwarz Lager, ecc.), Americana (Black IPA, American Porter)
PRIMO POSTO
SIMON & CO. BREWERY –FRANKIE & GERRY (BLACK IPA 6,7%)
SECONDO POSTO
BRILLO PARLANTE BREWPUB – SCIURUS (OATMEAL STOUT 5%)     
TERZO POSTO
GLI SBRONZI – ANFIARAO (SCOTCH ALE7,5%)                   

CATEGORIA 6.
Birre a bassa o alta fermentazione, di qualsiasi grado alcolico, che prevedono utilizzo di spezie o ingredienti particolari, frutta, affinate in legno o torbate, appartenenti agli stili Sour Ale, Barley Wine, IGA, ecc.
PRIMO POSTO
MALTONAUTA – SAVUCO (BARREL AGED BELGIAN ALE 8%)
SECONDO POSTO
‘A MAGARA – MIERULA BOURBON AMARENE (IMPERIAL STOUT 8,7%) 
TERZO POSTO
‘A MAGARA – MIERULA BOURBON (ROBUST PORTER 7,2%)

Miglior Birrificio Calabrese dell’Anno 2019
‘A Magara

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