Pane di Jermano
e Madiba Whisky Casked di Lariano

Il cereale Jermanu è stato introdotto, all’incirca nell’anno mille, dai Germani che trovarono un ambiente ideale per la diffusione del frumento sull’altopiano dell’Aspromonte di Canolo (provincia di Reggio Calabria). Dall’essiccazione al sole dei chicchi che vengono poi macinati, impastati con acqua, sale e lievito madre nasce un pane bruno, dal profumo acidulo, di castagne, di nocciole e dal gusto deciso. Pane molto idratato e compatto.

Nel paese di Canolo la panificazione è un’attività frequentissima, tanto che esistono dei forni comunali a disposizione dei cittadini.

Con cosa accompagnarlo in un tiepido pomeriggio di aprile? A disposizione ci sono fave, piselli, una Tuma del Fen, pomodori secchi e qualche noce .

Si, ma da bere? Il pensiero è andato subito ad una birra scura e dal sapore strong: qualche tempo fa, a Vibo Valentia, in collaborazione con Whisky Club Italia abbiamo avuto l’opportunità di bere, a conclusione di serata, una bottiglia molto speciale del birrificio Lariano: la Madiba Casked. Porter di 4.5 gradi affinata in una botte di whisky di Arran per tre mesi, grazie a Claudio Riva, di Whisky Club Italia, che procurò il prezioso contenitore. La birra ci fu mandata in anteprima dal birraio Emanuele Longo, tant’è che riportava, l’etichetta della birra ‘originaria’, per non inviarla ‘nuda’. Quello che mi rimase in testa fu la piacevole sorpresa di Claudio nel trovare, riassangiandola insieme a me, un cambiamento della birra dopo non molto tempo dal precedente assaggio. Allora la mia idea fu di portarne una bottiglia a casa e dimenticarmela. E così è stato, fino a quando non ho avuto l’opportunità di tagliare qualche bella fetta di pane Jermanu.

Ci dice Claudio Riva: “La botte arriva direttamente dalla distilleria attiva Isle of Arran, prima del gruppo di micro-distillerie che sono nate in Scozia negli ultimi due decenni. La distilleria ha base in Lochranza, capitale dell’omonima isola di Arran (la più meridionale delle isole Scozzesi) è stata fondata nel 1995 e da allora è rimasta indipendente. Ha sperimentato nel corso di questi anni diversi tipi di maturazione ed affinamento, privilegiando la produzione di malto non torbato in botti ex-Bourbon, anche se ogni anno vengono prodotti piccoli lotti di malto torbato.

E inoltre ci dice Emanuele Longo, il birraio del Birrificio Lariano:
La birra ha preso subito la nota del whisky e poi anche del legno.
Appena imbottigliata era poco complessa.
Con il tempo la birra si è arrotondata ed è diventata più sinuosa e interessante.

La birra da nel bicchiere una schiuma abbondante, fine e persistente. Profumi  di caffé, cioccolato, liquirizia, salmastro e orzo. Attacco dolce, wathery, con finale leggermente acido, legno, leggero affumicato, ciliegia.

Nel piatto, l’acidità del pane viene ben equilibrata dalla dolcezza della Tuma del Fen, che aiuta a smorzare la forza della cipolla valorizzandone solo la parte aromatica assieme ai pomodori secchi, con le fave e i piselli che contribuiscono alla croccantezza del boccone.

Abbinamento più che soddisfacente, che da un senso ad un tranquillo pomeriggio di chi vuole qualcosa di sfizioso e carico di sapori e odori, immersi magari in un bel giardino di erbe aromatiche e fiori.

Ringraziamo Alberto Belvedere, componente del comitato di condotta SlowFood della Locride,
per le informazioni sul pane di Jermano

 

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