Schiacciate di patate, riso e lenticchie

A volte bisogna inventarsi qualcosa, a volte basta curiosare tra quello che si conosce già, ma anche cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia, soprattutto quando arriva all’improvviso la domanda “cosa che c’è per cena stasera?“. Infatti, quando accade, mi suscita sempre qualche perplessità, cosicché mentalmente e velocemente scorro, la somma di ciò che è stato del pranzo, della cena precedente e dell’idea per il giorno seguente. Spiazzata su più fronti, perché il tempismo vuole che abbia appena finito di rassettare, spesso direi “pizza”, pregustandola e cavandomela dall’interrogativo che lascio volontariamente senza risposta e sospeso per aria. Continue “Schiacciate di patate, riso e lenticchie”

Limes del birrificio Bruton

Limes rappresentava per i romani la linea di confine fra loro e i barbari. I primi, bevitori di vino e i secondi, bevitori di birra. Il birrificio Bruton (antico nome della birra presso i cretesi durante lo sviluppo della civiltà minoica) fa fare pace alle due fazioni con la sua Italian Grape Ale: la Limes.

Iacopo Lenci, il birraio, tiene a sottolineare che la loro mission nelle loro birre è l’eleganza: birre non eccessive, da 1000 ibu e 200 gradi alcolici per intenderci, ma equilibrate, di animo nobile, suadenti. Continue “Limes del birrificio Bruton”

Spiedo a modo mio

Ho scelto di non avere il forno a microonde in cucina, e lo rimpiango solo per due motivi, anzi tre: scaldare il latte direttamente in tazza e cuocere le patate per fare gli gnocchi, nonché velocizzare entrambe le operazioni. Mi rimprovero sempre di non averlo, perché secondo me, cuocere le patate a secco al microonde è un metodo pratico affinché non assorbano acqua, giacché le patate per gli gnocchi, più asciutte sono, più adatte sono. L’ideale sarebbe il forno tradizionale, ma non lo è per via dei tempi molto più lunghi. Per quanto riguarda il latte, è un’abitudine della quale ho imparato volentieri a farne a  meno.

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Intervista a Geltrude Salvatori Franchi

Il Birra dell’Eremo nasce nel 2012.
Geltrude ci parla del birrificio suo e del marito Enrico Ciani (il birraio).

Viene prodotta da questo birrificio, fra le altre birre, Oceano, una summer ale con luppolo Equinox.
Un bel naso fruttato, di frutta esotica, di una piacevolezza, equilibrio, beverinità ‘pericolosa’.
Una ‘solo’ 4.6 gradi alcolici che da però una bella pienezza di corpo.

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Intervista a Massimiliano Di Prinzio

Massimiliano Di Prinzio è il birraio del Birrificio Maiella.
Azienda nata nel 2008. Già al suo secondo impianto per ampliamento.

Gli strumenti di conoscenza sulla birra devono portare un consumatore consapevole a poter dire se piace o non piace.
Poi avere sempre più conoscenze (e mezzi) può solo migliorare la bevuta. Questo credo sia il messaggio che Massimiliano voglia far passare e che condivido.

Sull’aprire un birrificio, c’è tutto un aspetto romantico, affascinante, che appaga. Il dietro le quinte è fatto anche però di sacrifici, investimenti, notti insonni.
Questo è importante saperlo per il bene di chi vuole investirci e per il mondo della birra artigianale. Continue “Intervista a Massimiliano Di Prinzio”

Eurhop 2015

A poche settimane da Fermentazioni 2015, ci tuffiamo in Eurhop 2015. Paragoni non se ne possono fare: l’impianto è diverso ed è molto bello che sia così. La personalità innanzi tutto, come quella che professiamo e auspichiamo nelle birre artigianali.

Ad Eurhop non sembra essere ad un ‘semplice’ festival, sembra più di essere in un pub, con dei lunghi banconi e un’infinità di spine. Se poi ti raggiungono anche un po’ di amici e stai fuori sotto un bel sole domenicale di ottobre diventa tutto perfetto.

tribaun03Il livello è come negli scorsi anni, sempre alto, la selezione delle birre da brivido. Anche qui vige il mantra “Non puoi assaggiarle tutte. Non puoi assaggiarle tutte” e se lo dice anche l’organizzazione, evidentemente non è cosi’ scontato che, ci siano persone che possano farsi balenare l’idea che possano davvero provare a berle tutte.

Per chi vuole, come me, avere l’opportunità di non sentirsi spinto in una spirale di bevute compulsive, è bello arrivare poco dopo l’apertura (ero lì un minuto dopo). L’atmosfera è molto rilassata: ancora poche persone, molte sedute ai divani a leggere la guida per una ipotesi di percorso di bevute e ritornare per appuntarsi qualche nota di assaggio con il bicchiere con la birra scelta.

tribaun02Oltre ai birrifici, Manuele Colonna (presto la sua intervista video) ha invitato anche alcuni fra i pub migliori d’Europa che si sono portati i loro fusti migliori, frutto di una selezione personale. Moeder Lambic (da Bruxelles), Oliver Twist (da Stoccolma), Tribaun Bar (da Innsbruck). Da quest’ultimo ho assaggiato la Miyamoto di Craft Country, una Japanese Pale Ale realizzata usando luppoli giapponesi (che danno un sentore di cocco) e polvere di corallo che da in bocca un sentore stranamente setoso accompagnato da interessanti note salmastre che lasciano una bocca piena e con una lunga persistenza.

Dal tardo pomeriggio non poteva mancare il tradizionale intervento di Lorenzo ‘Kuaska’ Dabove (pubblicheremo anche la sua intervista video), con la presentazione di birre e birrai, anedotti, curiosità che ci ricordano che le birre non sono solo una bevuta, ma sono persone, tradizione, storie, sacrifici, divertimento.

Parlando, infine, di un aspetto prettamente tecnico, ho apprezzato molto, anche quest’anno, il sistema di pulizia dei bicchieri che denota l’attenzione che si pone ad una buona bevuta partendo da un bicchiere ben pulito e sanificato. A volte capita di dover pulire i bicchieri sotto l’acqua corrente di un lavabo.

Tanto ancora ci sarebbe da raccontare. Ma prendiamo fiato. Beviamo qualcosa. Stappiamoci magari una Polska di Amiata, 100% frumento maltato, bella luppolatura con leggeri sentori di affumicato, in bocca piena ed equilibrata, birra beverina. Oppure una Polock BRQ Lamponi, ispirata anche lei alle birre polacche, reinterpretata magistralmente da Agostino Arioli del Birrificio Italiano, fresca, gradazione da session, di bevuta lunga, facile, piacevole, pericolosa, giocata su un’altalena di acido e dolce che ti senti il vento nella barba. Rosé de Grambrinus di Cantillon, giusto per avere una rassicuramente bevuta come quando vai in giro con la scorta di uno schnauzer, ricordandomi le bevute direttamente in birrificio a Bruxelles quando ho scoperto un’acidità diversa da quella che la bottiglia non potrà renderti purtroppo, morbida, più delicata, gentile. Tisane IPA di CR/AK Brewery, prodotto utilizzando un Nelson Sauvin discreto al naso, che sostiene una bel bouquet di frutti, fiori, radici infuse nella birra. E finisco con una Piedi Neri di Croce di Malto, una imperial stout con riso venere e castagne, poderosa già al naso, sontuosa in bocca, con tutto il sano profilo tostato che non ti delude.

Ma sono tante le birre ancora da raccontarvi. E allora… alla prossima.

(Le foto nel corpo dell’articolo sono di Nicolás Hafele)