La carta delle birre Calabresi

Articolo uscito il 2 gennaio 2017 a firma di Giuseppe Salvatore Grosso Ciponte su Cronache delle Calabrie.

Ancora oggi è inusuale che un ristoratore abbia, insieme alla carta dei vini, la carta delle birre. A casa non siamo abituati a pensare ad una buona bottiglia di birra da offrire ai nostri ospiti a cena. Ma le cose stanno cambiando, il panorama si sta arricchendo. Un ‘nuovo’ prodotto sta facendo capolino ad ogni angolo delle nostre tavole. Capita che qualche commensale sfoggi, davanti al suo piatto, un bicchiere di birra ‘diversa’, che non siamo abituati a vedere pubblicizzata su canali televisivi, giornali, supermercati e affini. Si tratta di birra ar-ti-gia-na-le. Si, artigianale. Continue “La carta delle birre Calabresi”

Scires BRQ di Birrificio Italiano

La Scires BRQ di Birrificio Italiano, birra barricata e blendata su due annate (2013 e 2014), rappresenta l’ennesima confort zone per chi ama bere di qualità e diverso. Birra decisamente classificabile sour, con un occhio verso il Lambic, per la botte, e un occhio alle Flemish per il suo acido lattico e leggera dolcezza che danno l’immancabile altalena agrodolce  che garantisce grandissime bevute. La birra fa legno e lo si sente subito al naso: vinosa, acida di yougurt, ciliegie (aggiunte circa al 25% alla birra in maturazione), e poi arriva carruba, e di nuovo legno un po’ dalla barrique e un po’ dai bretta. Continue “Scires BRQ di Birrificio Italiano”

Whitelady del Birrificio Gladium

Anselmo vive a Zagarise, provincia di Catanzaro. Nella presila, con una delle arie più pure al mondo e dove l’acqua non è da meno. Gladium è il nome del suo birrificio, aperto dopo tanti sacrifici e tanta costanza nel raggiungere l’obiettivo. La birra che abbiamo assaggiato per noi, ehm… per voi, è la Whitelady, una hefeweizen da 5,5%.

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La lagana e i ceci

La lagana è una tipica pasta del sud Italia realizzata con semola di grano duro e acqua q.b., impastata, stesa e tagliata a mano e quindi cucinata, unita alla zuppa di ceci, amalgamata e lasciata a tirare il brodo. La caratteristica delle lagane è il legarsi ai ceci per creare una vellutata mantecatura in assenza di burro, sfruttando l’amido della semola, l’olio della cottura e le proteine del legume.

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Viaggio in Puglia

Pochi giorni sulla costa jonica del Salento per fare incetta di mare e di sole a fine agosto. Non sono andato alla ricerca di birra, ma è la birra che si è mostrata ai miei occhi.
Serata a Gallipoli, visita della Fontana Greca e del Castello Aragonese, giretto per via De Pace, pieno di ristoranti e puccerie. Tutto avrei pensato di trovare ma una birreria con un po’ di prodotti artigianali proprio no. Invece all’inizio della nostra passeggiata per la via del borgo si mostra un posto singolare al primo piano di un piccolo palazzo, raggiungibile da una rampa di scale, con un  piccolo balcone che affaccia sul corso e da dove si esibiscono artisti.
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Làmia di Officina PAB

Andrea Filocamo è un beer firmer, di quelli che vengono da una lunga gavetta da homebrewer, che legge tanto e conosce la materia e le materie prime. Le idee sono chiare e dentro le sue birre c’è quello che ogni birra dovrebbe avere: il carattere.
Làmia è una bianca al bergamotto prodotta sotto il marchio Officina PAB, locale che Andrea gestisce a Locri (RC).
Che sia una blanche lo si capisce a occhi chiusi, con il  naso nel bicchiere. Il suo corredo è agrumato, speziato, rinfrescante. In bocca l’attacco è piacevolmente maltato, seguito da un pool di corroboranti sentori aciduli, pepati, bergamotto nel finale. Il colore è dorato, destrutturata rispetto all’opalescenza di una wit (queste birre dopo un po’ di mesi in bottiglia si ‘schiariscono’ e inoltre Andrea mi dice che  la percentuale di grano, Senatore Cappelli per la precisione, è bassa).
In bocca è ben connotata anche grazie all’avena, ben calibrata con le scorze di bergamotto, il pepe nero e il coriandolo.
Finale lungo, equilibrato, da bevuta anche solitaria: grandi sorsi da calura estiva, l’entrée tardo pomeridiano ad una aperitivo serale, che non affatica grazie ai suoi 5 gradi alcolici.

Anime del Birrificio De Alchemia

Anime è una birra del birrificio De Alchemia di Saracena (CS).
Il nome, come mi spiegano i fratelli Gagliardi, Biagio e Guido, soci del birrificio, trae ispirazione dall’idea di due anime molto diverse tra loro, quella del malto e quella del luppolo, che trovano un equilibrio profondo nel bicchiere.
Birra che strizza l’occhio al Belgio, con circa 6 gradi alcolici, si presenta con un bell’ambrato vivace, invitante e molto limpida nel bicchiere.
Schiuma abbondante, pannosa, fine, di un colore bianco avorio, persistente.
Al naso, dolce, di frutta, banana, mango, nota fresca e speziata.
In bocca equilibrata, corpo snello. Una bevuta piacevole, data da una dosata acidità che fa il primo lavoro di pulizia in bocca, seguita da un gentile finale amaro che ti fa dire “ah però!”.
Potrete trovare la birra De Alchimia anche al DanyBar, vicino la stazione centrale di Milano, di proprietà di Marco Giangreco, socio anche lui del birrificio.

Nel piatto invece stecchi di bieta e quinoa d’asporto, con una bella nota vegetale, sostenuta dal caldo aroma della quinoa irrubustita dal pepe nero.
In bocca, dolce a chiudere con un ritorno dello speziato e dell’erbaceo. Struttura piena, calda e avvolgente.

L’abbinamento si bilancia in struttura e aroma. Si completano e si cercano, in uno yo-yo cibo-birra che ti fa fare a gara tra cosa finisce prima, se lo stecco o il bicchiere.

Futura del Birrificio Blandino

Birra alla Canapa Sativa. Idea nata dall’incontro di Blandino e l’associazione Punto Verde Canapa. La base, una saison. Della canapa è stata usata l’infliorescenza a fine bollitura. La sfida sta nello scoprire cosa succede in termine di amaro. Gianfranco, il birraio, ha dovuto utilizzare un metodo empirico: aggiunte successive cercando di intuire il risultato finale a fine fermentazione. Continue “Futura del Birrificio Blandino”